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5 obiezioni da sfatare sull’acquisto di liste di email

Le obiezioni all’acquisto di liste email per inviare DEM sono diffuse. Eppure l’email marketing è uno strumento di comunicazione estremamente redditizio per le aziende.
Infatti, con un ROI pari in media a 35 euro per ogni euro investito, l’email marketing indirizzato al giusto target permette di instaurare con esso una relazione di fiducia e di convertire e sviluppare al meglio il proprio business.

Il raggiungimento di questi obiettivi non è tuttavia scontato. Per sfruttarne al meglio le potenzialità bisogna servirsi di un’adeguata strategia e di strumenti validi a seconda delle proprie specificità. Ma partiamo da capire perché le obiezioni sull’acquisto di elenchi di indirizzi per l’email marketing non sono vere.

I contro sull’acquisto di liste email smontati uno a uno

Di seguito vediamo alcuni dei dubbi che più frequentemente ci vengono presentati riguardo l’acquisto di liste email per dare loro una soluzione. Risolvere queste obiezioni ci consente di sciogliere i nodi che spesso bloccano chi vuole iniziare a comunicare con il proprio target utilizzando l’email come canale.

1. L’acquisto di liste email è costoso

È la prima delle classiche obiezioni all’acquisto di liste email per inviare DEM. L’acquisto di una banca dati con indirizzi email B2B costituisce un vero e proprio investimento per un’azienda. Ma non bisogna dimenticare che l’elenco email costruito viene poi ceduto a titolo definitivo all’azienda che l’ha comprato.

In BTOMAIL generiamo database personalizzabili sulla base della categoria merceologica e dell’area geografica. Il vantaggio di lavorare con la lista di indirizzi email B2B è la possibilità di individuare in breve tempo il proprio target di riferimento.
Così, per un’azienda è facile e veloce ampliare la sua platea di interlocutori, fornitori, partner, clienti, ed è quindi più immediato convertire.

Lavorando efficacemente, la lead generation sarà continuativa nel tempo e l’investimento sostenuto per l’acquisto della lista email darà un ritorno sempre certo.
Per queste motivazioni, l’acquisto di un database email B2B è un investimento nel presente che ha poi però anche valore per il futuro di un’azienda. L’elenco email diventa parte del suo patrimonio, uno strumento di valore dal quale partire per generare efficaci strategie di marketing online ed offline.

Perché i database email B2B sono patrimonio per l’azienda e investimento nel tempo?

2. Nell’email marketing ci sono troppi contatti da gestire

Per costruire un elenco email realmente funzionale alla campagna di email marketing di un’azienda, bisogna valutare la numerosità dei contatti presenti al suo interno.
Innanzitutto, il numero di indirizzi email presenti nella lista acquistata deve essere adatto al tipo di attività, agli obiettivi economici e all’offerta di un’impresa. Ciò significa che più un’azienda propone un prodotto e/o un servizio di nicchia, più il suo target di riferimento sarà ristretto.

Per l’organizzazione di una campagna DEM, il nostro consiglio è partire da una elenco di email che contenga un minimo di 10.000-15.000 indirizzi. Si tratta di una quantità stabilita sulla base di dati precisi in termini di valori quali tassi di apertura, clic, interazione, e così via.

Database email e numerosità dei contatti: approfondisci

Lavorare con un database email che contiene così tanti contatti può sembrare inizialmente spaventoso e molto dispendioso. Tuttavia, per le aziende gestirne 2.000 o 50.000 è lo stesso perché tempo e risorse da impiegare sono sostanzialmente gli stessi. Indipendentemente dalla numerosità degli indirizzi nella propria mailing list, il punto focale rimane costruire contenuti adeguati in base alle specificità del proprio target di riferimento.

Il punto di forza dell’email marketing come strumento di comunicazione sta nella sua capacità di raggiungere in poco tempo migliaia di persone, potenziali clienti o partner. Esistono tecnologie e software che permettono una più agile gestione della propria campagna e rendono strategicamente più efficienti le attività di comunicazione. A partire da un elenco di email validate e garantite al 100%, l’utilizzo di strumenti di marketing automation si rivela decisamente efficace.
In particolare, essi consentono di:

  • migliorare la gestione dei propri contatti ed attirarne di nuovi;
  • personalizzare l’invio di specifici contenuti a specifici contatti, incrementando customer experience e lead;
  • rendere più efficace il monitoraggio dei risultati delle proprie attività.

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3. Non ho personale interno per gestire tutte le richieste

L’email marketing parte da presupposti differenti rispetto alla richiesta che si genera quando qualcuno contatta direttamente un’azienda manifestando il proprio interesse (lead). Infatti, nel caso dell’invio strategico di email come strumento promozionale è l’impresa stessa che richiama l’attenzione del proprio target per essere poi contattata.

Ciò, però, è possibile solo attraverso un’adeguata strategia di contenuti, che siano percepiti come realmente di valore dal proprio pubblico di riferimento. Con dei tassi di apertura che oggi oscillando da un 15% a un 25%, è l’invio di messaggi significativi che fa la differenza.

Costruendo una relazione di fiducia in questo senso, i destinatari delle email conosceranno sempre di più l’azienda che dialoga con loro e i suoi valori. E la contatteranno quando avranno reale necessità dei suoi prodotti e/o servizi, riconoscendola come un partner di fiducia.

4. Non so cosa scrivere nell’email / Non so ogni quanto inviare DEM

Nella campagna di email marketing di un’impresa, spesso i contenuti più efficaci sono realizzati direttamente dal suo proprietario. In fin dei conti, chi meglio di lui conosce la realtà aziendale, i suoi valori e le motivazioni dietro a ciascuna iniziativa? Questo tipo di racconti diretti può fare la differenza e aiutare a costruire un dialogo autentico con il proprio target di riferimento.

Pur essendo evidente la centralità dei contenuti in una strategia di email marketing, non per forza bisogna realizzarne di complicati o complessi ad ogni costo. Infatti, per interessare e coinvolgere la propria audience è necessario lavorare con messaggi semplici, facilmente fruibili e leggibili, che riescano a suscitare curiosità.

Cominciando con una prima email di presentazione, accattivante e sintetica, sono tanti i tipi di contenuti che un’azienda può inviare ai propri destinatari. Ecco alcuni esempi:

  • la risoluzione di un problema in cui l’audience di riferimento può riconoscersi;
  • una case study di un proprio cliente;
  • una novità di mercato del settore;
  • un topic del momento;
  • il perché una soluzione ha funzionato mentre un’altra no;
  • una nuova normativa;
  • contenuti specifici in base a ricorrenze come Natale, Capodanno, Pasqua, e così via.

Un altro importante fattore da stabilire nella propria campagna di email marketing è la frequenza di invio delle email. Per un’azienda, è importante dialogare con la propria platea costantemente per farsi conoscere, creare e rafforzare la relazione con il proprio target e produrre lead.

Una volta a settimana o ogni due settimane, una volta al mese… sono tutte frequenze accettabili, quel che davvero conta è essere costanti nel tempo. Frequenze di invio percepite come elevate non dovrebbero infastidire coloro che sono presenti nelle proprie mailing list. Dopo le prime naturali disiscrizioni, conterranno gli indirizzi email di chi vuole restare in contatto con l’azienda.

Non da ultimo, va tenuto bene in considerazione il rispetto delle normative vigenti in merito di privacy e protezione e trattamento dei dati. Vanno infatti realizzate delle comunicazioni in cui chiaramente e visibilmente viene data la possibilità di disiscriversi e in cui vengono esposte le informazioni su come i dati sono stati raccolti e trattati, nel rispetto del GDPR.

Come impostare le email nel rispetto del GDPR

5. Le email generiche non convertono

Contrariamente a quanto si pensa, usare un elenco di email aziendali generiche comporta numerosi vantaggi, particolarmente funzionali nel caso dell’email marketing B2B. Le caselle di posta come come info@, commerciale@, marketing@, nomeazienda@gmail.com, aziendasrl@libero.it, etc hanno un potenziale davvero elevato ma spesso sottovalutato.

Innanzitutto, oltre ad essere davvero aperte e lette all’interno delle aziende, queste caselle di posta generalmente non cambiano mai. Inoltre, soprattutto nelle PMI, sono quasi sempre collegate a quelle dei responsabili o dei titolari delle aziende. Impiegarle significa quindi entrare realmente in contatto con un’azienda ed intercettare efficacemente il proprio target.

In secondo luogo, i dati pubblici di persone giuridiche non sono soggetti a restrizioni in base al GDPR. Ciò significa che non è richiesto il consenso preventivo per il loro utilizzo. Di conseguenza, se gli indirizzi email di aziende e professionisti sono pubblici, essi possono essere usati per scopi di marketing senza problemi.

Email marketing di successo con le email aziendali generiche: linee guida da seguire

Perché usare le banche dati di BTOMAIL per l’acquisto di liste email

Dopo aver smontato le obiezioni sull’acquisto di liste email, vi diamo il nostro valore aggiunto.

In BTOMAIL, grazie alla tecnologia che abbiamo sviluppato, ci impegniamo da sempre a offrire ai nostri clienti il database email B2B più grande e completo del mercato. Indirizzi email validati e garantiti al 100% che rappresentano la base da cui partire per realizzare campagne di email marketing davvero proficue.

Generiamo database personalizzabili e non solo, perché abbiamo sviluppato anche la formula vincente per il loro utilizzo, ovverosia le risorse necessarie per sfruttarli con successo.
Formazione, ascolto e supporto sono, infatti, parte della nostra vocazione.

Simone Lanza
Simone Lanza

Fondatore di BTOMAIL e BTOLEAD