{"id":5336,"date":"2025-06-03T08:00:00","date_gmt":"2025-06-03T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/btomail.it\/blog\/?p=5336"},"modified":"2025-05-30T18:05:57","modified_gmt":"2025-05-30T16:05:57","slug":"come-non-finire-in-spam-email-deliverability","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/btomail.it\/blog\/come-non-finire-in-spam-email-deliverability\/","title":{"rendered":"Come non finire in spam: migliora la deliverability delle campagne email in 3 passi"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"566\" src=\"https:\/\/btomail.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/deliverability-1024x566.jpg\" alt=\"Come non finire in spam: ottimizza l'email deliverability\" class=\"wp-image-5361\" srcset=\"https:\/\/btomail.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/deliverability-1024x566.jpg 1024w, https:\/\/btomail.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/deliverability-768x424.jpg 768w, https:\/\/btomail.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/deliverability-1536x849.jpg 1536w, https:\/\/btomail.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/deliverability-2048x1132.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se le tue campagne email hanno tassi di apertura e click pi\u00f9 bassi del previsto la causa potrebbe essere la loro <strong>deliverability <\/strong>(capacit\u00e0 di consegna). Vediamo come non finire in spam con alcune regole di base e <strong>tre consigli<\/strong> condivisi dagli esperti di email deliverability.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong><strong><strong><strong>Cos\u2019\u00e8 la deliverability?<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Prima di entrare nel vivo delle pratiche da seguire per comprendere come non finire spam, \u00e8 utile fare chiarezza su cosa si intende per \u201cdeliverability\u201d. L\u2019<strong><em>email deliverability<\/em><\/strong> rappresenta la capacit\u00e0 di un\u2019email di essere recapitata correttamente nella casella di posta in arrivo del destinatario, evitando filtri anti-spam e altre barriere di ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Una <strong>distinzione fondamentale<\/strong> da tracciare \u00e8 quella tra i concetti di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Tasso di consegna<\/strong> &#8211; Rappresenta il numero di email consegnate ai destinatari, al netto di soft bounce e hard bounce.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Email deliverability<\/strong> &#8211; Considera il numero di email arrivate nella casella di posta in arrivo (inbox) dei destinatari, escludendo quindi le email recapitate nella casella spam o bloccate da altre barriere in ingresso (es. firewall).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong><strong>Perch\u00e9 tenere sotto controllo l\u2019email deliverability delle tue campagne<\/strong><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel contesto dell\u2019<strong>email marketing professionale<\/strong>, la deliverability costituisce un aspetto cruciale: ogni campagna email bloccata rappresenta di fatto un\u2019opportunit\u00e0 persa.<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando il ROI medio di 1:38 associato alle campagne email B2B (per ogni euro investito, se ne ricavano mediamente 38), migliorare anche solo di pochi punti percentuali la deliverability<strong> <\/strong>pu\u00f2 tradursi in un<strong> incremento significativo degli introiti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come funziona realmente il processo di <strong>filtraggio delle email<\/strong>? Per comprenderlo, dobbiamo prima saper distinguere i tre elementi fondamentali di cui \u00e8 dotato un <strong>mittente<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Indirizzo IP<\/strong>: la stringa numerica che identifica univocamente il dispositivo da cui invii le campagne email.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Dominio di invio<\/strong>: la parte dell\u2019indirizzo email dopo il simbolo @, considerabile una sorta di firma apposta su ciascuna campagna.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Reputazione<\/strong>: il livello di \u201cfiducia\u201d che i fornitori di servizi email (come Gmail o Outlook) hanno nei confronti dell\u2019indirizzo IP e del dominio che utilizzi.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>La deliverability \u00e8 strettamente connessa alla <strong>reputazione del mittente<\/strong>. Pi\u00f9 si lavora bene &#8211; rispettando una serie di <strong>regole<\/strong> di carattere tecnico, ma anche legate al contenuto dell\u2019email &#8211; pi\u00f9 le email saranno consegnate correttamente nella posta in arrivo dei destinatari.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>Key takeaways: due concetti chiave sulla deliverability<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1) <strong>La prevenzione \u00e8 fondamentale<\/strong>: utilizza solo liste email verificate ed esegui regolarmente dei test di spam (come <a href=\"https:\/\/www.mail-tester.com\/\">questo<\/a>) per rilevare eventuali errori prima che causino problemi di deliverability.<br>2) <strong>Parti con la migliore lista email<\/strong>: i database verificati BTOMAIL sono pensati per proteggere la reputazione del tuo mittente, eliminando il rischio di inviare le tue campagne a indirizzi di posta errati o non pi\u00f9 attivi. Per tutti i dettagli puoi <a href=\"https:\/\/btomail.it\/selezione-aziende-italia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">richiedere un preventivo gratuito<\/a>.<br><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come non finire in spam: tre passaggi per ottimizzare l\u2019email deliverability<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ogni email che invii attraversa una sorta di percorso a ostacoli prima di raggiungere la casella di posta del destinatario. Ci sono <strong>tre fattori primari <\/strong>che influenzano la capacit\u00e0 di consegna in inbox:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Infrastruttura <\/strong>&#8211; I parametri di identificazione e autenticazione del tuo mittente.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Reputazione <\/strong>&#8211; Una sorta di punteggio che i fornitori di servizi email attribuiscono al tuo mittente.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Contenuto e interazioni <\/strong>&#8211; Cosa contiene l\u2019email che stai inviando e come i destinatari hanno interagito con le comunicazioni precedenti.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Step 1. Implementa una corretta infrastruttura di autenticazione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Prima della strategia comunicativa, prima del contenuto che invii ai tuoi destinatari, l\u2019<strong>infrastruttura di autenticazione <\/strong>fa la differenza tra una campagna email che ti porta lead e clienti e una che non legge nessuno perch\u00e9 \u00e8 finita nella posta indesiderata (o non recapitata del tutto).<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta della <strong>prima cosa da verificare <\/strong>se riscontri criticit\u00e0 connesse alla deliverability delle tue campagne email. L\u2019infrastruttura di autenticazione indica ai fornitori di servizi email (Google, Outlook, ecc.) che sei chi dici di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 si tratti di qualcosa che <strong>si imposta una sola volta<\/strong>, se riscontri problemi di deliverability vale la pena ricontrollare che sia configurata in modo adeguato. Il metodo pi\u00f9 completo ed efficace previsto per creare un\u2019infrastruttura di autenticazione prevede la configurazione di <strong>cinque parametri<\/strong>. I primi tre sono, di fatto, indispensabili per avere tassi di consegna ottimali; gli ultimi due solo caldamente consigliati, ma non essenziali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>SPF (Sender Policy Framework)<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il parametro <strong>SPF <\/strong>consente al proprietario di un dominio di indicare, tramite il pannello di controllo del server che si utilizza, quali indirizzi IP o domini sono autorizzati a inviare email per suo conto. In questo modo, impostando la rispettiva voce DNS (di tipo TXT), i fornitori di servizi email sono certi che se un\u2019email \u00e8 inviata da un certo dominio o indirizzo IP, proviene effettivamente dalla tua azienda.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>DomainKeys Identified Mail (DKIM)<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il <strong>DKIM <\/strong>consente di rivendicare la paternit\u00e0 delle email inviate da un certo dominio o IP. \u00c8 una parte fondamentale del processo di autenticazione e funziona in modo simile a una firma digitale, grazie all\u2019utilizzo di due chiavi univoche, una pubblica e una privata.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Domain-based Message Authentication, Reporting &amp; Conformance (DMARC)<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il <strong>DMARC <\/strong>protegge un dominio dall\u2019essere utilizzato per attivit\u00e0 di phishing e spoofing. Lo fa indicando il modo in cui i provider di servizi email devono gestire i messaggi di posta che non superano i controlli di autenticazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bonus: CNAME e BIMI<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il Canonical Name (<strong>CNAME<\/strong>) \u00e8 il record DNS che collega un alias al nome di dominio reale, utile per delegare l\u2019autenticazione alla piattaforma di invio utilizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il<strong> <\/strong>Brand Indicators for Message Identification (<strong>BIMI<\/strong>), invece, consente di visualizzare il logo aziendale di fianco al nome del mittente, aumentando riconoscibilit\u00e0 e fiducia percepita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019implementazione dei cinque protocolli menzionati non solo migliora la deliverability, ma <strong>protegge il tuo brand<\/strong> da tentativi di phishing o email fraudolente inviate a tuo nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Dulcis in fundo, con i <strong>nuovi standard<\/strong> relativi all\u2019autenticazione del mittente &#8211; introdotti da Gmail e Yahoo a febbraio 2024 &#8211; c\u2019\u00e8 stato un cambiamento sostanziale. Trascurare la configurazione dei primi tre parametri implica, di fatto, che i destinatari che utilizzano questi due servizi di posta riceveranno le tue email nella cartella di posta indesiderata. Sarebbe un errore, dunque, per noi che vogliamo ottimizzare la deliverability e comprendere come <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> finire in spam.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Step 2. Tieni sotto controllo la reputazione del tuo mittente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>reputazione del mittente<\/strong> dipende da diversi fattori e, spesso, quando si verifica un problema legato alla deliverability \u00e8 complesso individuarne esattamente la causa.<\/p>\n\n\n\n<p>Generalmente, la reputazione rappresenta un <strong>punteggio <\/strong>assegnato dai fornitori di servizi email (ISP). Tale punteggio \u00e8 determinato da un mix di fattori che varia a seconda dell\u2019ISP. I <strong>tre fattori principali<\/strong> riguardano:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fattore di reputazione #1: volume e frequenza di invio<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Un punto di forza dell\u2019email marketing B2B \u00e8 dato dal suo essere <strong>non invasivo<\/strong>. Le tue comunicazioni, pertinenti rispetto alle caratteristiche dei destinatari che raggiungi, possono essere lette in una pausa caff\u00e8 o tra un\u2019attivit\u00e0 da smarcare e quella successiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono due aspetti da considerare. Il primo \u00e8 il <strong>volume di invio<\/strong>, cio\u00e8 la quantit\u00e0 totale di email inviate. Aumenti improvvisi nel volume di invio &#8211; per esempio se normalmente invii 50.000 email a settimana e ne invii 30.000 in solo giorno &#8211; attirer\u00e0 l\u2019attenzione degli ISP.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai picchi improvvisi, \u00e8 importante anche che la tua <strong>frequenza di invio<\/strong> rientri in certi limiti e rispecchi le aspettative dei destinatari. In genere, per le campagne email B2B \u00e8 bene tenersi su <a href=\"https:\/\/btomail.it\/blog\/frequenza-invio-campagne-email\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">uno o due invii a settimana<\/a> (per un massimo di sei invii al mese).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fattore di reputazione #2: segnalazioni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 delle volte, quello che preoccupa maggiormente chi investe tempo e risorse in attivit\u00e0 di email marketing sono le disiscrizioni. Tuttavia, ci\u00f2 che incide realmente sull\u2019email deliverability \u00e8 il numero di <strong>segnalazioni di spam<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per <strong>rispettare gli standard <\/strong>previsti dai maggiori fornitori di servizi di posta \u00e8 necessario tenere il tasso di segnalazioni molto basso. Le regole di Gmail e Yahoo, ad esempio, prevedono che si debba mantenere un tasso di segnalazioni spam inferiore allo 0,3% (ovvero massimo 3 segnalazioni ogni 1.000 email).<\/p>\n\n\n\n<p>Un utente potrebbe segnalarti come spam per tanti motivi, a volte indipendenti dalle pratiche che adotti. Quindi, pur rappresentando tu un\u2019azienda che invia in modo legittimo email di marketing, potresti comunque essere percepito come uno spammer.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per questa ragione \u00e8 sempre consigliabile inserire un <strong>link di disiscrizione<\/strong> ben visibile. Talvolta, in alcune campagne DEM a freddo \u00e8 opportuno inserirlo due volte: in alto, prima del logo della tua azienda, e nella parte finale dell\u2019email. Se un destinatario riesce a disiscriversi rapidamente sar\u00e0 <strong>meno propenso a segnalare le tue campagne email<\/strong> come spam.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra pratica utile per limitare le segnalazioni &#8211; oltre che necessaria per essere conformi al GDPR &#8211; \u00e8 l\u2019inserimento del <strong>disclaimer finale<\/strong>. Si tratta di poche righe di testo che spiegano al destinatario perch\u00e9 sta ricevendo la mail e perch\u00e9 i suoi dati sono trattati in maniera lecita.&nbsp;Puoi trovare un esempio di tale disclaimer in questo contenuto, sempre sul nostro blog: <a href=\"https:\/\/btomail.it\/blog\/email-marketing-gdpr\/#Trasparenza_e_privacy_il_ruolo_dei_disclaimer_nelle_email\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Come inviare campagne email a prova di GDPR<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fattore di reputazione #3: interazioni delle campagne precedenti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il <strong>tasso di interazione<\/strong> con le tue campagne email fornisce indicazioni preziose ai provider di servizi email. Azioni quali aperture, click, risposte, inoltri, eliminazioni e disiscrizioni dicono molto sul grado di rilevanza che hanno per i destinatari le tue email.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, raggiungere un <strong>pubblico <\/strong><strong><em>in-target<\/em><\/strong>, ossia imprese e\/o professionisti che rispecchiano per caratteristiche l\u2019identikit del tuo cliente-tipo, \u00e8 determinante. Destinatari che leggono e cliccano sulle tue email favoriscono il mantenimento di una buona reputazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda questo terzo fattore di reputazione, allora, i consigli essenziali sono due:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Raggiungi solo un pubblico per il quale le tue email sono rilevanti<\/strong>. Come? Procurandoti un database di contatti business altamente profilato, con aziende e\/o professionisti compresi nel tuo target di potenziali clienti. Scopri come fare <a href=\"https:\/\/btomail.it\/preventivo-personalizzato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">selezionando i settori e le aree geografiche di tuo interesse<\/a>.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Crea email di valore per il tuo pubblico<\/strong>. Parti da temi di reale interesse per i tuoi destinatari e crea contenuti su misura che rispondano a esigenze, problemi e obiettivi specifici delle aziende che raggiungi. Non si tratta solo di \u201cscrivere bene\u201d, ma di scrivere contenuti utili, con un tono coerente e focalizzati su benefici concreti per chi legge.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>Consiglio extra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se noti cali nel tasso di apertura o nelle interazioni, prova a segmentare il pubblico o a diversificare il contenuto in base ai cluster di destinatari. A volte, basta cambiare una parte dell\u2019oggetto o del corpo della mail per risvegliare l\u2019interesse nelle tue aziende target.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Step 3. Contenuto e interazioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019impostazione del <strong>contenuto<\/strong> e le <strong>interazioni con le campagne email<\/strong> incidono in modo diretto sulla reputazione del tuo mittente e sulla possibilit\u00e0 di recapitare in inbox. Inviare email a destinatari in-target, che pi\u00f9 probabilmente troveranno utili i tuoi messaggi, aumenta la propensione all\u2019interazione e porta benefici anche in ottica deliverability.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il contenuto della campagna email in senso stretto ha un ruolo cruciale. Ci sono regole e pratiche consigliate relative all\u2019<strong>oggetto<\/strong>, al <strong>pre-header<\/strong> (intestazione) e al <strong>layout<\/strong> della mail, oltre che ai <strong>link inclusi<\/strong>. Abbiamo approfondito il tema in un articolo dedicato: <a href=\"https:\/\/btomail.it\/blog\/summer-start-3\/#Creare_una_campagna_DEM_settoriale_-_Fase_4_Preparazione_del_contenuto\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Come si crea una campagna DEM settoriale?<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si parla di <strong>interazioni<\/strong>, invece,<strong> <\/strong>ci si riferisce principalmente a:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Aperture della campagna email.<\/li>\n\n\n\n<li>Click sui <a href=\"https:\/\/btomail.it\/blog\/cta-email-marketing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pulsanti di CTA<\/a> o sui link presenti nell\u2019email.<\/li>\n\n\n\n<li>Email di risposta ricevute.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Una <strong>selezione del target<\/strong> accurata \u00e8 certamente il modo migliore per assicurarti interazioni che favoriscano la capacit\u00e0 di consegna. Tuttavia, anche la <strong>segmentazione <\/strong>della lista mail consente di personalizzare il messaggio per ciascun gruppo e incrementare il tasso di engagement.<\/p>\n\n\n\n<p>Segmentare una mailing list significa suddividerla in <strong>gruppi omogenei<\/strong> rispetto a una specifica caratteristica. Alcuni esempi di strategie di segmentazione sono:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Per settore e categoria &#8211; Suddividi la lista in base al settore di appartenenza, ad esempio per aziende nel settore edilizio o per professionisti in ambito tecnico.<\/li>\n\n\n\n<li>Per area geografica &#8211; Adatta il contenuto in base alle specificit\u00e0 regionali, sfruttando ad esempio riferimenti a eventi o ricorrenze locali.<\/li>\n\n\n\n<li>Per dimensione aziendale &#8211; Utilizza dati come il fatturato o il numero di dipendenti per creare messaggi mirati.<\/li>\n\n\n\n<li>Per comportamenti e interazioni &#8211; Tieni sotto controllo i dati di apertura e click per identificare i segmenti pi\u00f9 attivi e interessati.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>Scegli un database di contatti business altamente profilato<\/strong><br>Un database BTOMAIL ti d\u00e0 accesso a possibilit\u00e0 di profilazione immense. Per facilitare la fase di segmentazione puoi <a href=\"https:\/\/btomail.it\/preventivo-personalizzato\/\">richiedere la tua lista email personalizzata<\/a> partendo da settori, aree geografiche e dati dimensionali delle aziende tue target.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come non finire in spam: la risorsa indispensabile<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Se vuoi che le tue email arrivino a destinazione e portino valore al tuo business, la deliverability deve diventare una <strong>priorit\u00e0 strategica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 di tutte le regole e le best practices da seguire, c\u2019\u00e8 una risorsa di cui le tue campagne non possono fare a meno per arrivare nella casella di posta dei destinatari. L\u2019elemento pi\u00f9 importante per una campagna email professionale, ossia la <strong>lista di contatti B2B<\/strong> a cui ti rivolgi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con BTOMAIL, non solo parti da un<strong> database di contatti business <\/strong>verificato e conforme al GDPR, ma puoi contare anche su una consulenza dedicata per la selezione del tuo target di destinatari e su una serie di <a href=\"https:\/\/btomail.it\/formula-vincente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">attivit\u00e0 correlate di supporto<\/a>. Cos\u00ec da avere <strong>tutti gli elementi<\/strong> per creare campagne email di successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai bisogno di una lista email pronta all\u2019uso, o vuoi richiedere un database per migliorare la capacit\u00e0 di consegna delle tue campagne? Puoi <strong>richiedere una consulenza gratuita<\/strong> oggi stesso, partendo da una prima selezione del tuo target.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons has-custom-font-size has-medium-font-size is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-29d50df1 wp-block-buttons-is-layout-flex\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--40);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--40)\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/btomail.it\/preventivo-personalizzato\/\">Trova i tuoi prossimi clienti B2B<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se le tue campagne email hanno tassi di apertura e click pi\u00f9 bassi del previsto la causa potrebbe essere la loro deliverability (capacit\u00e0 di consegna). 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